martedì 9 settembre 2008

dimensione natura #4

Ormai non vi sono più dubbi. La nostra sopravvivenza è legata alle nostre azioni. Chiaro il nostro ruolo: natura, ecosistema, Pianeta tutto, vanno protetti. A noi, ospiti di passaggio in un Pianeta in cui si susseguono allarmi e catastrofi ambientali che alterano costantemente un sistema di equilibri delicatissimi, non resta che rispettarlo, valorizzarlo, migliorarlo, difenderlo.
Il tutto deve avvenire dal basso, dal piccolo di ognuno di noi. Ciò è possibile solo “conoscendo” il territorio, scoprendone le peculiarità e comprendendone il valore. Ecco perché, anziché preoccuparsi di aprire con tre settimane di anticipo la caccia, in una Regione devastata dagli incendi d’estate e in cui nulla si fa per tutelare la fauna, sarebbe interessante creare e dar vita a campagne di salvaguardia ambientale che facciano riscoprire il vero senso di appartenenza alla natura. In che modo?
Ci sono interessanti associazioni di volontari che cercano di diffondere lo SpeleoTrekking, disciplina che filtra e amalgama, stimola l’osservazione e la meditazione quando ci si addentra in ambienti naturalistici dimenticati, fa rallegrare dinnanzi ad una cascata, fa ritornare ragazzi e crea una magica atmosfera.
Non tutti sanno però che nel settore nord-occidentale della provincia di Crotone, nei comuni compresi tra Verzino, Castelsilano, Cerenzia, Caccuri e Belvedere Spinello, vi è un geosito che, per diversità di forme carsiche e superficiali e sviluppo di sistemi ipogei, è uno dei più importanti sistemi carsici in gessi d’Italia.
Lo sviluppo dei fenomeni carsici in questo territorio ha dato origine a sei grandi cavità: la Grave Grubbo, Grotta dello Stige, l’Antro del Torchia, la Grave dei due Manfred, la Grotta del Palummaro e del Nasone.
Le splendide cavità modellate dall’acqua, attraversate per tutta la lunghezza da fiumi sotterranei perenni, offrono ai visitatori incantevoli e suggestivi scenari: ambienti notevolmente ampi con altezze che superano i 15 metri, doline in mezzo alla campagna, stalattiti e stalagmiti nonché tipi di flora e fauna particolari tra cui colonne di pipistrelli bianchi. Insomma un “monumento naturale regionale” tutto da scoprire e che ancora una volta conferma le potenzialità della nostra Terra.
Le foto sono state prese dal sito www.calabriatrekking.altervista.org
Maria Angela Pugliano

5 commenti:

Pino Amoruso ha detto...

Grande Maria Angela... non sapevo dell'esistenza di questi meravigliosi posti, sicuramente da visitare e soprattutto da pubblicizzare. Mi viene quasi voglia di pubblicare il tuo post in Aschenazia...
Un abbraccio ;)

Anonimo ha detto...

Avevo sentito parlare delle cascate di Sersale, ma di questo posto mai. Bello direi. Quanto invio voi che state lì.

Manu ha detto...

Ottimo suggerimento cara Maria Angela.
Per un'appassionata dell'avventura come me è sicuramente un'esperienza da provare la prossima estate.

Manu

Antonio ha detto...

Bello!!!Molto direi!!sapevo di questi posti, ma di ciò che si poteva fare no.

Antonio

Anonimo ha detto...

Maria Angela volevo ringraziarti per aver trattato l'argomento e per aver inserito il link di calabriatrekking nel tuo blog.
Giuseppe.