venerdì 12 ottobre 2007

ieri oggi domani #1

« Aveva una vigna in collina ma è morto a Milwaukee non qui.. »
Francesco Antonio Costabile poeta ermetico nato a Sambiase il 27 agosto 1924.



L'emigrazione è il fenomeno sociale che porta una porzione di una popolazione a spostarsi dal proprio luogo originario. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate. Difatti, la gente emigra sotto la spinta di ragioni economiche. Accadeva durante il periodo coloniale, e ancora accade. Anche per ragioni politiche. Si può anche emigrare sotto la spinta di altre ragioni, che non siano miseria, pericolo o paura.

Vivo da persona comune, con le capacità di un normale cittadino, con un futuro qui; senza costrizioni.
Qui cresco, fra amici, conoscenti e anche qualche familiare.
Ma quando si parla di Casa mia, non mi viene mai da dire altro che è in un altro posto, di fronte al mare da dove ogni mattina si vede sorgere il sole. Ero tanto abituato a questo evento straordinario che, adesso che ad est vedo soltanto casa della Signora Romina e non più il sole che nasce, mi sembra di essere in un altro mondo.
Però non è un altro mondo.
Quel posto dove sono nato e cresciuto esiste ancora. Non è lontano per me e non è vicino per mia Madre.
Ci sono centinaia, forse migliaia, di miei compaesani che vivono in un altro posto. Lontani o vicini. Le ragioni che li hanno spinti a lasciare il paese sono tante, forse troppe.
Che impressione gli fa tornare? Io non ho una grande esperienza in fatto di ritorni. Sono fortunato. Torno a Casa molto spesso. Tanta gente lo fa. Tanta gente invece non torna da tanti anni. Forse troppi. Come lo vedono il proprio paese? Cambia? O è sempre lo stesso? E tutti quei ragazzi così giovani? Di chi sono i figli? «E tu? A chini si fijju?» Me lo chiedevano spesso gli emigrati che tornavano a Casa!
Su qualche marciapiede c’è scritto qualcosa. A volte un nome; A volte una data; L’ha scritta un ragazzo tanti anni fa. Adesso non abita più al paese. Si è trasferito per lavoro. Chissà se quando torna ci fa caso a quella scritta sul cemento!?
Ci sono strade che non cambiano mai! Sono quelle strade fatte di ricordi. La Banda Musicale suonava sempre la stessa marcia in salita. Era quella che meglio si prestava a essere suonata sulle salite del mio paese. Così, ad ogni festa, ad ogni occasione, le persone che abitavano sulla salita sentivano suonare sempre la stessa marcia. «Ma picchì quannu passati i cca’ sunati sempr’a stessa marcia?». Ci sono strade che non cambiano mai!
La polvere nel campo di calcio del mio paese ha un sapore diverso da quella che si respira per le strade di una qualsiasi città. «Incrocia!!» gridava il Mister. Voleva che giocassimo a pallone e ci ha insegnato a distinguere il sapore della polvere dal sapore del catrame.
Se ne sentono tante.
“Ci vorrebbe…”. Questo è l’inizio di qualsiasi discorso che si fa su un posto come quello in cui sono nato.
Non c’è dubbio che dalle mie parti le cose che ci vogliono sono effettivamente tante. Ma forse è importante ricordarsi di quello che c’è e che ci sarà sempre: le storie delle persone e i luoghi dove si sono formate.
Ci sono centinaia, forse migliaia, di miei compaesani che vivono in un altro posto. Lontani o vicini. Ma quando devono tornare al paese, sono sicuro, dicono sempre: «vaiu ara Casa».

Enzo Dattolo

Con "ieri oggi domani" si apre una nuova sezione dedicata a chi di voi, per vari motivi, si trova lontano da qui. Chiunque voglia partecipare “diaframmando” la propria esperienza di vita con pensieri, racconti, considerazioni o altro può farlo inviandoci ogni cosa all’indirizzo e-mail crotone@diaframmi.it.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Il tuo scrivere da cui traspaiono profonde emozioni mi ha fatto vedere Rocca in una dimensione quasi da sogno. La cosa mi è piaciuta, ma come dici te ci vuole tanto e tanto e ti assicuro che per chi ci vive non è granchè facile.

Francesco Candeliere ha detto...

Questo post rispecchia in pieno le mie sensazioni.Molto profondo e appassionato, a tratti commovente.Concordo,per noi casa resta sempre la Calabria,i nostri luoghi d'origine e le loro meravigliose e uniche atmosfere.
Un saluto

Anonimo ha detto...

Calde sensazioni, intense emozioni con questo tuo post. Sembrano prendere per mano i miei ricordi, passati e presenti, ma sempre lì nella mia mente e che inevitabilmente mi portano nella bella e tanto "amata/odiata" Calabria.

Anonimo ha detto...

Non sono molto lontana dal nostro paese...mi trovo a cosenza...presa dallo studio e impegni vari...ma mi è bastato leggere quelle poche righe che hai scritto per farmi venire la voglia di ritornare a casa....complimenti Enzo!!!!!!

Anonimo ha detto...

Lo leggo e lo rileggo e ogni volta � una forte emozione.

Anonimo ha detto...

cece'......gurda in alto .... solo il cielo e' piu' grande di te! frase poco originale ma sincera. by giampiero.

Anonimo ha detto...

Una regola non scritta dei blog non moderati è che si lasci commentare i pensieri e le riflessioni pubblicate a chi legge, senza ulteriori interventi da parte dell'autore. Naturalmente le regole hanno le loro eccezioni. Mi permetto quindi di intervenire per ringraziare a cuore aperto (ma rimanendo vivo) il mio Amico Giampiero per il bellissimo e per niente scontato complimento e, naturalmente, approfittare di questa occasione per ringraziare tutti Voi.
Enzo.

Anonimo ha detto...

Perche non:)